Il linguaggio è la dimora dell'essere ~ M.Heidegger












































































LE PRINCIPALI PATOLOGIE DEL LINGUAGGIO

Afasia
L’afasia insorge in seguito a lesioni cerebrali di varia eziologia, contando tra le cause più frequenti gli ictus vascolari, emorragie ed ischemie, nonché i traumi cranici. Le lesioni coinvolgono generalmente l’emisfero sinistro o emisfero dominante (nei destrimani), dove sono localizzate le principali aree legate alla funzione linguistica. Non devono essere lesionate necessariamente aree presenti nell’emisfero dominante o direttamente interpellate dal sistema linguistico. Anche lesioni all’emisfero controlaterale o ad aree non esclusivamente coinvolte nel funzionamento del linguaggio possono dare come esito un’alterazione evidente del sistema linguistico. Può manifestarsi attraverso svariati disturbi legati al linguaggio. Si configura con vari livelli di gravità e diversi tipi di compromissione. Può essere diagnosticata solo in soggetti che hanno acquisito completamente il linguaggio. In generale, la patologia afasica comporta un’incapacità a convertire quelle che sono le rappresentazioni mentali non linguistiche, ossia le immagini, le sensazioni e le attribuzioni che costituiscono il pensiero, in simboli di tipo verbale, compromettendo l’organizzazione sintattica attraverso cui si dipanano i contenuti dell’espressione verbale. L’organizzazione stessa delle proprie immagini interne può essere compromessa, in quanto nell’adulto pensiero e linguaggio si integrano e si completano.
Sintomi: deficit parziale o totale della comprensione del linguaggio altrui, difficoltà ad  organizzare le proprie realizzazioni verbali, sia in forma orale che scritta (si escludono i disturbi associati a deficit sensoriali primari come la sordità, il deterioramento mentale generale o disturbi psichiatrici).

Disturbi  di apprendimento (DSA)
Le difficoltà di apprendimento in età evolutiva possono essere divise in disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) e disturbi non specifici  di apprendimento (DNSA).
I disturbi non specifici di apprendimento si riferiscono ad una disabilità ad acquisire nuove conoscenze e competenze non limitata ad un solo settore specifico di competenze scolastiche, ma estesa a più settori : lettura, scrittura, calcolo, grafia.
Il Ritardo Mentale, il livello cognitivo borderline, l'ADHD, l'Autismo ad alto funzionamento, i disturbi d'ansia, alcuni quadri distimici, sono alcune tra le categorie o entità diagnostiche che causano o possono causare disturbi non specifici dell'apprendimento.
Tutti i disturbi sono caratterizzati da dislessia (disturbo della lettura a livello morfologico, cioè parole lette con alcune lettere sbagliate, o a livello semantico, cioè di comprensione), disortografia (disturbo della scrittura con o senza disgrafia) e discalculia (problemi legati al concetto di quantità, di numero o di calcolo).
Le compromissioni nell’apprendimento non sono il risultato diretto di  patologie (come il ritardo mentale, grossolani deficit neurologici, gravi problemi uditivi o visivi non corretti, disturbi emotivi), sebbene possano manifestarsi contemporaneamente a tali  condizioni.

Disfonia
La voce è il suono del linguaggio, della comunicazione e del canto umano. Il suono è prodotto dall’uomo attraverso il passaggio di un flusso d’aria nella  laringe e nelle corde vocali.  Le corde vocali, grazie al flusso d’aria espirata, vengono messe in vibrazione dando luogo al suono glottico. I parametri che caratterizzano la voce sono: l’intensità, l’altezza e il timbro; quest’ultimo è di fondamentale importanza in quanto è l’elemento che definisce l’identità vocale di ogni individuo.
Una voce viene definita eufonica quando non si percepisce a livello acustico un dato grado di “disfonia”. Per disfonia si intende un’alterazione qualitativa e/o quantitativa della voce parlata. Le cause che generano un’alterazione dei parametri vocali possono essere di tipo organico, cioè dovute ad una lesione strutturale sulle corde vocali (polipi, edema di Reinke, noduli, granulomi), oppure possono essere di tipo disfunzionale. I problemi disfunzionali sono  correlati   all’emissione del suono in modo non fisiologico e naturale sia  del suono vocale a livello glottico che risonanziale. Oppure per una fonazione eccessivamente stancante o per uso prolungato della voce. Anche  uno scorretto schema respiratorio per incompetenza o disfunzione dei muscoli respiratori dei quali i più importanti sono il diaframma e gli intercostali, possono provocare disfonie e patologie vere e proprie degli organi fonatori.

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Corso ECM "La Metodologia Referenziale: le afasie"

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